Archivio | settembre, 2012

Antipatici si nasce,odiosi si diventa

6 Set

Per una volta non ci sono Mondiali, Ori olimpici o Champions League da assegnare.E non c’è nemmeno una classifica finale.
E’ solo una carrelata dei personaggi sportivi che in questo scorcio del 2012 non si sono distinti per la loro simpatia.

Mario Balotelli.Gli esperti dicono che venga utilizzato il 30% delle possibilità del nostro cervello.Per Sbalotelli delle due l’una:o lui si accontenta di percentuali prossime allo zero o il problema non è lo sfruttamento ma direttamente il cervello (si fa per dire).
E’ giovane, famoso, ricco e di mestiere fa il calciatore.Logico quindi che sia perennemente incazzato.D’altronde dare fuoco ad un’appartamento, sparare con le freccette ai compagni della primavera, frequentare delle feste fino alle 4 di mattina piene di troie (di classe, però) o fare un giro a Scampia sotto la guida turistica di qualche camorrista sono attività logoranti.Altrettanto logorante deve essere averlo come compagno di squadra, evidentemente in tanti calciatori hanno delle colpe da espiare.
In un paese che – calcisticamente parlando – ha messo in discussione Rivera, P.Rossi,Baggio e Totti, stride il credito ingiustificato di cui gode Balotelli, specie con la maglia azzurra.Qualche esperto commentatore della domenica ci racconterà poi cosa ha dimostrato finora in carriera il ragazzo.Dicono sia un’onanista del proprio talento, confondendo la classe pura con dei semplici colpi a sprazzi (che effettivamente Mario ha, come li hanno in tanti alla sua età).Riuscirà a fare peggio di Cassano?Giriamo la domanda ai bookmakers inglesi.

Antonio Conte.Per l’allenatore juventino si potrebbe coniare la locuzione in intervista veritas :l’aria sempre risentita, una falsa modestia che fa fatica a coprire l’atavica protervia, l’espressione della bocca vagamente disgustsata, un linguaggio paraverbale fatto apposta perchè qualcuno gli chieda”Antonio, cos’hai?”.Ed ecco i lamenti, i piangistei, i complotti nei suoi (e loro) confroni.
Per le grandi occasioni(vedi la vicenda del calcioscommesse con la relativa squalifica) l’iconografia è corroborata da un occhio lucido (vecchia tecnica delle telenovelas sudamericane), da un’ulteriore aumento del tasso di dietrologia , con la voce – che miracolosamente ha ritrovato una timbrica sconosciuta rispetto al rantolare  tipico del dopo gara- ad esondare di accuse anti-magistratura degne del miglior Berlusconi (uno stile che ha fatto scuola).Dalle militanti toghe rosse ai famigerati giudici tifosi, ben assecondato dal suo Presidente (ne abbiamo già parlato in Piccole stelle senza campo).
Viscerale da sempre (ricordate i cori anti-Inter negli spogliatoi con la bocca tappata da Thuram?), involontariamente comico quando dispensa delle lectio magistralis di diritto (lui, prima di essere indagato e perquisito vuole essere avvisato, che diamine), molto coerente con la sua morbosa  juventinità quando nel 2007 dichiarava “Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo nel calcio, nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito!C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Sono profondamente deluso dal loro comportamento: in molti oggi non hanno avuto rispetto del sottoscritto. Avevo molti amici, oggi ne ho qualcuno di meno”.
Oggi come allora lancia il missile senza dare la minima spiegazione dell’accaduto.Con l’aria risentita.

Federica Pellegrini.Sarà per la sua coinvolgente empatia.O forse  per la sua naturale modestia.Oppure  per quella sua innata capacità di mettere gli altri a proprio agio, anche a costo di defilarsi in disparte.Ecco perchè il flop della Federoca nazionale alle ultime Olimpiadi non è coinciso con il lutto nazionale.
La veneziana (intesa come tenda, viste le dimensioni che ha raggiunto…) non si capacita di tanto odio ed invidia nei suoi confroni, tutta presa a dar la colpa alla preparazione sbagliata (da 1 anno preparava questo evento, magari dire qualcosa prima…) o a scocciarsi della storia trita e ritrita del sesso prima delle gare (se lo dichiari  a 16 riviste e a quel garante della Privacy di Alfonso Signorini, di cosa pensi che parlino?delle tue meches?).
Sono lontani i tempi in cui la Pellegrini sentenziava “Il livello in vasca oggi era molto basso”.Ad essere basse oggi sono le sue figure ed il suo stile.
Lei dice che fra 4 anni a Rio ci sarà.Non lo mettiamo in dubbio.A fare cosa vedremo.

 Cristiano Ronaldo.Quando usci il film “Sono fotogenico” il portoghese doveva ancora nascere.Se lo deve essere ripetuto come un mantra però quella frase.Lui in campo non segue nè le direttive di Mourinho nè il suo (innegabile) talento.Lui va, corre e tira dove è posizionata meglio la telecamera.La rincorsa per le punizioni?Studiata pure quella.I gesti, le mani nei capelli e persino le imprecazioni (fino all’ultima “Non è giusto” proferita agli Europiei) deve spaccare il piccolo schermo (e a noi qualcos’altro).
C.Ronaldo, un’egoriferito all’ennesima potenza, ricorda molto un giostraio, un baracconaio.Ma non uno qualsiasi, lui deve sempre puntare al massimo.Quindi l’autoscontro.Finito l’allenamento – con ancora indosso la camiseta blanca – eccolo indaffarato a spostare le macchine con la chiavetta inserita, a regalare i gettoni alle squinzie ed a mettere dei brani maranza come riempipista.Ragazzi si parte con Sabrino Ronaldo!

Valentino Rossi.Assieme al fido Burgess doveva impiegare 8 secondi (testuali parole)a  risolvere tutti i problemi di quel cavallo pazzo della Ducati Desmosedici (che però un Mondiale con Stoner lo aveva vinto).Dopo 2 anni non sanno ancora da che bullone partire.I commenti acidelli di Valentino spesi a suo tempo su Stoner (che non è un mostro di simpatia) col senno di poi assumono un diverso significato con l’australiano che ora (giustamente) si toglie i sassolini dalle scarpe.
In una bellissima puntata di Sfide Rossi dichiarò”Un pilota quando scende in pista non deve pensare a che moto ha fra le gambe, deve solo dare del gas e pensare a vincere”.E lo stesso pilota che oggi dice “Non sento l’avantreno”, “La moto non mi dà fiducia”?.
Due anni di astinenza dalla vittoria- oltre a farci conoscere un lato più umano dell’ex invincibile Rossi – hanno provocato una malattia comune a molti piloti:la lamentite, che i fan di Valentino in passato chiamavano biaggite.Per la serie:quando si vince son tutti simpatici.
Ora Rossi è stato “costretto” a tornare alla Yamaha, abbandonata dopo la difficile convivenza con Lorenzo con il diktat “O lui o me”, sentendosi rispondere “Lui”.Non potrà mettere il becco sullo sviluppo della moto e troverà nella squadra il pilot n.1 al Mondo, ancor più forte di quando dividevano il box.Una bella botta all’orgoglio del campione di Tavullia, già sufficientemente sverniciato dalle ultime 2 stagioni.Auguri, Dr. Rossi.

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