Archivio | novembre, 2012

Il Cavallino Arrancante

28 Nov

L’epilogo del Mondiale di F1 – col titolo Piloti a Vettel e quello dei Costruttori alla Red Bull- è un deja vu dal sapore decisamente amaro per i colori del Cavallino.
Anche quest’anno nessun titolo:quello dei piloti manca dal 2007 (l’iridato fu l’algido Raikkonen), quello costruttori dall’anno dopo.
Ancora a secco quindi, nonostante sulla monoposto di Maranello sieda quell’immenso pilota di Fernando Alonso, il vero fuoriclasse (assieme ad Hamilton) del circus iridato.
Molto semplicemente a Maranello non hanno purtoppo capito le inedite regole e gli intricati stratagemmi del paddock:il Mondiale si corre da marzo a novembre, è preferibile schierarsi alla 1^ gara con un’auto decente e fino all’ultima corsa è comunque possibile migliorare la vettura.
Dei concetti molto chiari invece a quei cattivoni della Red Bull.
I vertici della Rossa devono aver recepito – per osmosi – la filosofia del Grande Capo Marchionne:il manager (beh, si fa per dire…) col maglioncino non produce dei nuovi modelli da tempo immemore, parimenti loro non sviluppano la vettura.Quando si dice la simbiosi.
Da sempre un fioire all’occhiello del nostro Paese, la Ferrari incarna bene l’attuale made in Italy:una capacità di reagire pari a quella di un bradipo anestetizzato.

Anche se i risultati stridono, l’acuto Domenicali ha sempre una risposta a tutto e per tutti (ad essere pignoli manca la risoluzione del problema, la sta cercando sul suo  Sapientino in formato tablet).
Con quegli occhialini da primo della classe ci ricorda che non sempre chi è bravo a scuola lo è necessariamente anche sul lavoro.Ma è meglio non dirglielo, sembra un tantino permaloso.
Ottimo anche il redivivo Massa, un pilota (valgono anche le intenzioni) che ha fatto della costanza di rendimento (lontano dal podio) il proprio tratto distintivo.
Anche all’inizio della sua (probabile) ultima stagione sulla Rossa uscirà con delle perle tipo “Non mi sento la seconda guida” (no,chi può pensare una cosa simile?) o “Parto la stagione con l’obiettivo di vincere” (certo, il problema è capire cosa).
Il sempre gggiovane Luca Cordero di Montezemolo non riesce più a dedicare alla sua creatura il tempo che vorrebbe, preso com’è dalla nuova avventura in politica, che coerentemente ha smentito fino a ieri l’altro.
Ha un movimento, forse farà un partito, ha già (ri)candidato Monti a Palazzo Chigi auspicando la formazione di un nuovo Centro ma non si dica mai che lui scenderà in politica.
Sono fatti unpò così i Cordero, ma anche i Montezemolo.

Non vorremmo mai che per tornare ai fasti che le competono la Ferrari si debba avvalere della guida del Tribùla di Cuneo (i soprannomi, che invenzione…), al quale le pappe e il passeggino di Nathan Falco vanno oggettivamente un pò strette.
Con l’eleganza e la sobrietà che da sempre lo caratterizzano, farebbe il suo arrivo in yacht (salvo ri-sequestri della Finanza) risalendo le correnti del Po financo quelle del Secchia.
La divisa con i colori della Scuderia, la chioma fluente, il doppio mento per le grandi occasioni.
“Guarda papà, c’è Babbo Natale con gli occhialini azzurri…” il commento unanime dei bambini accorsi al capezzale di Maranello.
“No figliuolo, è l’Imperatore Flavio, venuto a radrizzare le sorti della Ferrari”.
Prenderebbe poi la parola, biascicando delle frasi incomprensibili ai più – intuibili solo le parole soldi e figa – con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così, tipica di chi non sopporta i poveri che lo circondano e la loro impossibilità di evadere il Fisco.
Speriamo che la Ferrari si rimetta a vincere in fretta.

Annunci