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Giù la maschera!

8 Feb

In questo Carnevale – più che cercare un inedito travestimento per celebrare lo sberleffo-capolavoro o la goliardata deluxe – potrebbe essere divertente levare a qualcuno la maschera che indossa tutti i giorni e mostrarlo per quello che è realmente.
Ne uscirebbero personaggi oltremodo caricaturali, involontarie parodie, trattati sul paraculismo e sulla manipolazione dell’opinione pubblica.
Opinione pubblica talmente poco abituata a generarsi da sola che entrerebbe in un’aporia.
O forse c’è già entrata.
Ve ne sarebbero a bizzeffe di soggetti da sgamare, l’elenco qui sotto mi sembra sia rappresentativo della situazione contingente.

1) E’ il rispetto per le istituzioni che mi impone di partire dal Primo Ministro ed io non mi tiro certo indietro.
Cosa pagherei per vederlo – lui, così perennemente (ed inutilmente) tronfio e gasato più di una Seven Up – vestito da cameriere ossequioso (le camicie bianche nel guardaroba non gli mancano) alla cena dei nuovi liberisti e tecnocrati (sì, proprio quelli che ogni tanto finge di voler sfidare), col capo chino e coi muscoli del collo contratti causa inchini & vassoi, mentre cerca di emergere fra la ridda di suoi simili (pella ‘ccente).
Senza dimenticarsi di contare il numero dei silacchi partiti durante i “Sissignore” proferiti ad ogni piè sospinto.
E se la realtà superasse la fantasia?

2) Recentemente c’è stata una manifestazione (sic) che gli organizzatori (sic) dicono abbia toccato i due milioni (sic) di partecipanti (decisamente meno invece per la Questura e per il Simap).
Lasciamoci guidare dall’immaginazione: giusto per ipotesi, cosa penserebbero (scusate, mi ero dimenticato che…), cosa direbbero (sì, forse dovremmo esserci) questi lucidissimi e rubicondi manifestanti se scoprissero che quella piazza – gremita più di bigottismo che di persone – avesse ospitato adulteri ed adultere, cornuti e cornute, puttanieri, bagasce, acquirenti di bambini sul mercato nero, bisessuali, molestatori, genitori incestuosi, pedofili,frequentatori di trans, mariti violenti, padri biologici di figli non riconosciuti, scambisti, magnaccia e maitresse di proprie figlie?
Per qualcuno la famiglia (argomento troppo importante per lasciare a questi qua l’esclusiva) è tanto una maschera quanto un’armatura di ferro nella quale celare ed intrufolare ciò che realmente sono.
E fanno.

3) Ricordano da vicino gli archeologici antifascisti di pasoliniana memoria perché o si divertono a combattere un nemico che non c’è più (il coraggio non si compra al supermercato o su Amazon, ed il vero nemico ringrazia sentitamente) o una pletora di battaglie la cui scala va da inutile a condivisibile ma che esclude sempre quelle imprescindibili, quelle vitali.
Sono i conformisti degli anticonformisti, vorrebbero giocare alla rivoluzione ma da pessimi esegeti delle istruzioni, diventano manodopera sapientemente strumentalizzata del Potere: la distrazione di massa è servita.
Le loro cause partono da punti fermi e talora inconfutabili, ma naufragano per il loro integralismo (confuso per spirito ribelle), per la loro arrogante pavidità e per la volontà del Potere di servirsi di loro.
Vorrebbero abbattere un sistema “conservatore” (e per tante ragioni come dargli torto), ne generano un’altro altrettanto esiziale.
Non lo ammetteranno mai, ma il Pensiero Unico ha fatto centro pure con costoro.
A sconfessare anche solo uno dei loro precetti si rischia lo stato di messa in accusa per omofobia, razzismo e sessismo.
Sotto la loro mise (a volte radical, a volte chic) sembra che sia perennemente indossata una camicia nera.
Rifarsi alle nobili origini non basta per continuare a portare avanti la dinastia.

4) Romano, non mi ha mai catturato (sì, ti do del tu, è ora di finirla con questa reverenza).
Non che io abbia doti taumaturgiche o extra-sensoriali, assolutamente.
Ma tu sei uno che durante una delle fasi più drammatiche della storia repubblicana partecipò ad una seduta spiritica, dalla quale uscì miracolosamente (se no che seduta spiritica sarebbe) il nome Gradoli.
Sfortunatamente le sedute spiritiche di allora erano prive del navigatore satellitare e vagli a spiegare che l’indicazione giusta era la Via e non il paese.
Sei uno che da Presidente dell’IRI diede il là alla privatizzazioni che sancirono la deindustrializzazione del Paese.
Sei uno che da Presidente del Consiglio affrontasti alacremente il conflitto di interesse berlusconiano (nel senso che non facesti proprio nulla), che modificasti la legge sull’abuso d’ufficio e sui testimoni nei processi penali (riassumo per questioni di spazio), che nominasti come Ministro della Giustizia un tal Clemente Mastella e che introducesti i contratti Co.co.co, ovvero gli antesignani del precariato.
Chiudo col tuo capolavoro, l’entrata nell’Euro fra sacrifici necessari e dichiarazioni in pompa magna per santificare la moneta unica.
Ecco, vedi, con uno dotato di cotanto heritage proprio non sono mai riuscito ad avviare una corresponsione di amorosi sensi, non so se mi capirai.
Ed oggi cosa fai?
Afflitto pure tu da kossighite , sancisci mestamente il fallimento del progetto Euro (incredibbile eh?) e biasimi le politiche imperialiste dei tedeschi (ma dai, strano, non c’erano mai stati segnali in proposito prima).
I tedeschi hanno almeno un tomo di difetti, ma i Trattati sull’Unione Europea li hanno letti.
E si vede.
Oggi che non ricopri più ruoli istituzionali è facile stigmatizzare e denunciare quanto avvenuto allora.
L’uomo della strada, proprio perché della strada, ti risponde serafico “Ma tu c’eri e non hai detto e fatto nulla, anzi eri d’accordo”
Esatto, tu c’eri, non hai detto e fatto nulla, anzi eri d’accordo.
E tanto per cambiare ci abbiamo rimesso noi.
Tra i capisaldi dell’esercizio del potere c’è quello di far propinare scelte poco digeribili alla squadra più presentabile delle due, guidata da un leader che rassicuri il popolo sotto l’egida della retorica ecumenica.
Sempre questione di maschere, appunto.

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