Tag Archives: scrittura demenziale

Paroliamo

23 Set

Per una virgola la frase non si regola, cantavano gli Audio 2. Certo, non hanno lasciato sto gran segno nella storia della musica, ma non possiamo mica citare sempre e solo i grandi cantautori italiani o i Pink Floyd. E poi avevano perfettamente ragione. Basta una virgola, e cambia tutto. O un apostrofo, figuriamoci una o più lettere. E questa cosa noi non dovremmo subirla, ma cercarla, anziché venerare gli inglesismi o il nuovo parlato che sembra uscito da una riunione di spacciatori strafatti di crack, dovremmo perderci nei meandri della lingua italiana, fiutare queste sottigliezze, scovarle, stanarle, inseguirle, ficcarcisi dentro per scoprire un ludico parco dove la sintassi e la semantica non vedono l’ora di sghignazzare e di fare a gara a chi spara più supercazzole. Ringrazierebbe anche il nostro cervello, ormai atrofizzato dalle troppe ditate sugli smartphone. Partiamo, quindi.

Sembrano sciocchezze, ma se inverti funzione e finzione, sciroppo e scirocco, albero ed albergo, porta e porca, allegria ed allergia, se scoreggi e non correggi, vi assicuro la faccenda cambia. Si parte dalla seduzione, poi arriva la sedizione e si a finisce con la spedizione. Basta poco perché uno schiavo diventi schivo ( e vorrei anche vedere, poveretto), una micia raccolga una miccia e dopo esploda una granata a Granada. Abbasso quell’ammasso che gli è caduto addosso adesso, povera bestiola…

La mancanza di fantasia linguistica dipende anche dall’esasperazione sociale, sta crescendo la follia nella folla. Forte aumento delle psicosi: si può avere il complesso del reflusso, o il reflusso del complesso (musicale). Comportamenti bipolari: sono proprio dei pazzi a prendere quei pezzi di pizza nel pozzo che puzza. Per non parlare di quel tale, che alle sette mette le tette a fette rette, l’ago nel lago, chissà se l’ama o non la lama? Quest’anno non lo so, l’ano precedente forse sì. Lui si sente forte, sfida la morte, chissà la sorte cosa gli riserverà?…Ah, scopro ora che è morto nell’orto.

Anche l’assenza di sicurezza incide, l’ordine pubblico non è più ordinato come un tempo, né ordinabile, neanche su internet: c’è sempre più premura in Pretura, un seriale che agisce in un giorno feriale diventa sicuramente ferale, le notizie le procura la Procura. Non ci si può fidare più di nessuno, men che meno di chi esagera coi buoni sentimenti, tipo quelli che “Ti affetto con affetto”. Hanno addirittura rapito un rapido, con un tram avrebbero fatto prima. E hai sentito che quel signore un po’ acciaccato è stato accerchiato e poi accecato? In quella situazione aveva poco da sperare, avrebbe voluto sparire, magari sparare, ma non certo spirare. Pare l’avessero seguito, ma chi segue poi esegue? Tendenzialmente sì, a meno che un ameno non abbia un nemico anemico.

E dopo è logico ci si rifugi nella solitudine, alle prese con dubbi filosofici che avrebbero bisogno di un supporto, anche se io non li sopporto (questa è una bella balla, io adoro filosofare) : meglio un approccio esistenziale o assistenziale? E’ più efficace un invio telematico o telepatico? E’ più grosso un culo o un cubo? Il Creato può subire un reato? Le fragole fanno fragore fra (le) gole? La foca si muove con foga? Per avere una vita regolare, incide più il destino o l’intestino? Se uno antipatico la smette di essere contro tutto e tutti, diventa patico o apatico? O rimane semplicemente incagabile? E’ più spettacolare un’eruzione o un’erezione? Punti di vista. O vista di un punto.

Cara vecchia saggezza popolare, aiutaci tu: tra il dire e tradire c’è di mezzo il fare e il mentire, non necessariamente al mare. Meglio ricevere una bottiglia d’annata che una dannata. O danneggiata. Per vincere la sfida non serve la sfiga. Ammettiamolo, la moderna società occidentale ha fallito, liberiamoci del liberismo, perché questo pregresso progresso ha portato solo del regresso. Questa crisi di valori può essere superata affidandosi a qualcosa di trascendente, di metafisico? E con metà fisico? Azione cattolica, accolita, attonita, tonica, come l’acqua, non Santa, ma San Pellegrino. Mah, beato chi ci crede, ed anche chi osserva praticare. Credenti o non credenti, per fare andare bene la sanità oggi bisogna pregare sua Santità, il reparto è stato prima accoppiato, poi accorpato, infine accoppato ed il paziente esce azzoppato. Lo stesso problema riguarda le questioni d’istruzione, basta una distrazione e si arriva alla distruzione.

Va bene l’introspezione, ma l’uomo è un animale sociale, certo, dipende ovviamente da chi frequentiamo, quei tipi ad esempio sono un po’ strani: la Greta è finita nella grata, Simone nel sifone. Simone, Simona, sì mona, s’immola. C’era molta confusione anche a casa: da loro non c’era l’oro ma degli scacchi, dei sacchi, dei secchi e dei vecchi, sparsi, infine arsi. E i vecchi prima li hanno visti farsi, che falsi. Almeno giocano con gioia assieme alla Gioia, che sembra allegra, tutta l’opposto di Allegra. E di Allegri.

Alla fine della Fiera chiamiamo chi amiamo, ma ti vedo preoccupato se il telefono è occupato, tu hai ancora una fibra pigra, ne hai quasi una libra. E l’attesa l’ha resa tesa. Se dimentichi i sedimenti di sabbia ti riempi di rabbia e dopo devi sfogarti nell’alcol: Ah però, l’Aperol! Ti gusta ma ti guasta, e dopo inizi a straparlare, e anche a strapparle, quando dovresti solo stapparle, le bottiglie: dici che i denti sono venti, poi ti senti e ti penti perché menti…Hai raccontato di quei giovani armeni armati vestiti Armani che giravano con un crauto cauto con la foto di Couto (Fernando). Non credevo alle mie orecchie, ti ho sentito, ti ho ri-sentito e poi mi sono fortemente risentito. E anche riascoltato. Ma pure riscaldato.

Ho infine incontrato una tipa: rossa, russa, e mentre russa, bussa. Le ho detto “Giura che ti gira bene! Hai un cul che sembra molto cool…” M’andava (di dirglielo), e lei mi mandava via. Allora le ho fatto un regalo. Un mezzo mazzo di fiori, da fuori. “Che Rose!” fa lei “No, Cherose(ne)”, rispondo io. Alla fine si è velata e rivelata una gran piva, si sentiva una diva la Diva. Dove? A riva. Ma non sul Garda. Ma guarda. Lo ammetto, mi ero arrapato, sono rimasto aggrappato.

Ecco, vedete, in assenza di creatina la scrittura creativa diventa cretina.

Articolo di pura follia…volevo dire fantasia, l’autore assicura di essere mentalmente sano, al netto di qualche inevitabile disturbo, e di non necessitare di trattamenti terapeutici e/o farmacologici.