Archivio | febbraio, 2013

Il tifo uccide ancora

23 Feb

Di ventotto ce n’è uno” recita la famosa filastrocca per insegnare ai bimbi i mesi del calendario.
Per fortuna o purtroppo, verrebbe da aggiungere vista la pletora di notizie e fatti succedutisi in questo mese:le imminenti elezioni,una campagna elettorale shakerata a quella acquisti (vedi Balotelli),una MERAVIGLIOSA serie di arresti di personaggi uniti dal comune senso del delinquere (una curiosità, anche Tangentopoli iniziò con un arresto in febbraio, vuoi vedere che i corsi e ricorsi storici…?), un fatto di sangue di un famoso sportivo financo quella cosina da niente delle dimissioni del Papa (e poi dicono che nessuno più lascia la poltrona…).
Parecchie di queste vicende hanno un comune denominatore che le lega indissolubilmente.
E’ il rapporto viscerale ma al contempo succube dell’uomo con la sua professione di fede, che sia questa calcistica, politica o religiosa.
Conscio degli attacchi che potrò ricevere (laicità, salvami tu) si può affermare che il meccanismo psicologico che lega un tifoso alla propria squadra di calcio è il medesimo del militante politico nei confronti del partito o del fedele alla propria religione.

I primi due vengono mossi “dalla pancia”:trovate molte differenze fra i toni di una campagna elettorale e quelli di una campagna abbonamenti?Quante delle promesse elargite diventano realtà?
Ancora, a rubare sono sempre le altre squadre, gli altri partiti.
Ovviamente è l’inverso per le trame del Palazzo (o dei Poteri forti).
Il militante/tifoso è sinonimo di fedeltà, di cieca obbidienza.
Le sue sono tutte sfighe  o forse se le va a cercare?
Nel dubbio non ha mai pensato di prendersi il vaccino dell’onestà intellettuale (il Governo Monti non lo ha ancora tassato).
Chissa mai che riesca a vedere il Mondo con degli altri occi.

Se a questa impermeabilità alla conoscenza, alla mente libera al ragionamento in proprio aggiungiamo i dogmi religiosi il risultato non può certo definirsi migliore.
E’ possibile abbracciare un percorso di fede e vivere una propria spiritualità scindendo dalle organizzazioni religiose e dai loro precetti senza essere profani?
Non esiste nessun altro tipo di struttura sul pianeta che goda dell’insindacabilità della Chiesa.
Sull’assioma se critichi la Chiesa (e qualcosina da dire ci sarebbe) non sei un fedele hanno costruito la loro Storia.
Già la Storia, magari andarsela a rivedere potrebbe portare ad un’estasi mistica.

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Complottista sarà Lei!

12 Feb

Continua imperterrita la tendenza a far apparire la realtà distorta, a dare alle parole (e ai fatti) un significato diverso – spesso opposto – da quello corretto.
Dici che la massoneria abbia influenzato pesantemente ( e continua…) la storia italiana?
Sei un complottista (la Strategia della tensione questa sconosciuta) .
Sostieni che i mezzi d’informazione omettano ed inventino notizie financo creino allarmi infondati secondo un disegno preciso?
Sei un cospirazionista.
Affermi che dietro le scelte politico-militari ci siano sempre interessi economici in ballo?
Il solito qualunquista visionario.

Chi asserisce ciò si può dividere in due categorie: coloro che lo fanno pro domo sua (i fatti li conoscono bene, sono solo in pesante conflitto d’interessi) e quelli che invece con il loro comportamento non fanno altro che rafforzare le tesi di cui sopra.
Più creduloni che realisti, disinformati quanto superficiali mascherano un’insipienza di fondo con una fanciullesca innocenza.
Riescono ad appassionarsi solo ai processi di Corona o di Michele Misseri , sono riluttanti alla politica ,all’attualità (al netto del gossip di Studio Aperto) ed ai suoi scenari perchè “Noiosa, tanto io non cambio niente“.
Sono desiderosi d’apprendere quanto Antonio Cassano di allenarsi.
Senz’accorgersene (a loro capita spesso…) fanno apparire tante persone normali (una razza in via di estinzione) come dei divoratori di trame occulte a caccia di fantomatiche Spectre del male.

Tra vedere dei complotti ovunque con fisime da dietrologi incalliti e non accorgersi del fuoco nemmeno quando la casa è andata completamente bruciata, forse sarebbe meglio percorrere una strada lastricata di notizie, buon senso e voglia di conoscere i fatti.
Informarsi, leggere, documentarsi non fa vivere meglio.
Forse proprio il contrario.
Perchè ti rivela i fatti,tutti.
Perchè ti costringe a pensare,a riflettere, a metterti in discussione.
Ma è l’unico modo per togliere l’usufrutto di terzi (non desiderati) dal nostro cervello, di ragionare con la propria testa (che guarda caso è il motto del blog)

Un passaggio di Maudit dei Litfiba “Di notte voglio ballare nella stanza dei bottoni…”
(Andate a rivedervi il video, è del 1993 ma sembra oggi).