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Ok, le Ricette sono giuste!

12 Ago

Quante volte abbiamo la soluzione davanti agli occhi, eppure non sappiamo coglierla.
Sta lì, ci passa davanti col suo incedere magari quotidiano, ci sbattiamo il naso chissà quante volte, interagiamo con lei anche, ma niente.
Non sappiamo coglierla.
Ci sfugge.
Oppure le assegniamo aprioristicamente un’altra valenza.
I pericoli della quotidianità, forse.
O della razionalità.
La stessa cosa è accaduta ad Imerio Bolognini con la musica.
Attenzione – o qualcuno potrebbe travisare e trascinarmi diritto davanti al tribunale del Rock – Imerio divora musica come un politico in carriera divorerebbe degli avvisi di garanzia.
Lui (con)vive con la musica.
Lui è (anche) grazie alla musica.
La sente, l’ascolta (che sono due faccende differenti), ha cantato (e nessuno è andato in analisi quando ha smesso) ma non aveva mai pensato a scrivere DI musica.

Spesso comprendiamo l’importanza di qualcosa (o di qualcuno) solamente quando questa non c’è più.
Qui è l’opposto.
E difatti ti chiedi: ma prima, come facevamo?
Per riempire l’attesa del concerto di Bruce Springsteen del 16/07/2016 a Roma, Ime ha deciso di inventarsi una rubrica quotidiana nel suo profilo di Facebook recensendo (ma a suo modo) le canzoni del Boss, una al giorno, in un countdown che è diventato un crescendo rossiniano.
Un’attesa nell’attesa.
Venticinque (è da questo numero che è partito il conteggio) gemme per parlare di altrettante gemme.
Divertente, ha detto.
Ma io non conosco solo Springsteen, avrà aggiunto.
Siamo già alla soluzione, che si chiama Ricette Musicali, che è diventata una pagina Facebook , che è sbarcata anche sul web, che a non frequentarla si cade nell’ignominia (o nell’ascolto forzato di Giusy Ferreri).
L’intuizione di crearle, le Ricette Musicali, è stato un prodromo del successo che avranno.
Ma non bastava.
Il secondo scoglio per l’ideatore Imerio Bolognini era quello di trasferire nella sua creazione tutto il suo talento e la sua passione.
Ime però ha fatto anche questo.
Risultato possibile solo quando la pervicacia incontra sulla sua strada la genialità.
E viceversa.
Imerio possiede la qualità non comune di stimolare ed incuriosire.
Di ispirare, insomma.
Lui quando prende carta, penna e calamaio e si traveste da esegeta delle canzoni non racconta semplicemente delle storie.
No.
Lui quelle storie le vive.
E a renderci partecipi di quelle vicende – che spesso ingarbugliano l’anima e la scuotono – è inarrivabile.
Per sensibilità, per esperienze, per predisposizione.
Ognuno di noi può (e deve) assegnare un significato alle canzoni.
Ime, vergando il suo, ne appoggia lì uno, di significato, che si accomoda di fianco al nostro.
Perché è proprio il significato che avremmo voluto dare noi a quel pezzo, ma nella nostra caccia siamo arrivati al fuochino.
Oppure perché coincide col nostro, ma come lo ha descritto lui è un’altra cosa.
Nelle Ricette Musicali l’autore ha trovato l’habitat naturale per il suo corsivo diventando l’araldo di se stesso.
Scevro da vincoli, blocchi, schemi e paturnie si può permette di spaziare per esprimere senza soluzione di continuità l’Imerio-pensiero, laddove altre forme lo avrebbero imbrigliato o annullato.
La ricetta delle Ricette riesce ad esaltare anche il sapore dell’entropia, a togliere un pò quello di selvatico e a tenere i commensali compostamente seduti anche quando la cena si dilunga.
Esistenzialismo più che iconoclastia ed intimismo apertamente dichiarato.
La speculazione e l’invettiva si scindono senza detonazione.
Nei testi, per ovvie ragioni, mancano solo la sua mimica e la sua prossemica teatrale.
Ma è come se ci fossero, sapientemente evocate da una scrittura personale e piena di sé (in entrambe le sue accezioni).
Chi lo conosce bene sa che quello è Ime.
Chi non lo conosce impara presto a farlo.
Perché Ime pensa così.
Perché Ime parla così.
Perché Ime E’ così.
Per scelta e per vocazione.
Nella profondità come nelle esagerazioni.
Il proprio sito web è una zona dichiaratamente ad alto tasso di ego e la legislazione speciale permette di usare i personalismi, i sensazionalismi, le forzature, l’arabesco ed il barocco ad libidum.
In una società liquida, cinica ed eterodiretta è un’antidoto da iniettarsi per continuare a vivere e non a rimanere semplicemente vivi.
Imerio Bolognini ha una mente proteiforme ed è un esempio adamantino di eclettico che ha trovato la sua dimensione ideale specializzandosi.
Specializzandosi, ma esclusivamente per dare spazio al suo poliedrico scibile.

(Di lui) conoscenti, amici, astanti, perfetti sconosciuti, amanti, parenti, uno, nessuno, centomila, tutti: a costoro dico di trovare una ragione, se ne sono capaci, per non seguire la pagina Ricette Musicali.
Perché non sarà mai stato così facile smontare un’obiezione.

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