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Guido in Japan

2 Mag

E’ spesso in giro per il Mondo (pare sia pagato per quello), inoltra foto, post e commenti di ogni sua peregrinazione.
Ma qualcuno inizia a non credere più ai racconti di Cristiano Guidetti alias il Guido.
Soprattutto dopo aver scoperto come sia veramente andato il suo ultimo viaggio in Giappone.

Da sempre sensibile al fascino delle culture locali, al suo ritorno dal Sol Levante avrebbe voluto stupire con mosse di karate gli amici, i familiari e quelli dell’Agenzia delle Entrate.
Si è affidato al maestro Miaghi, noto sfruttatore di manodopera in nero nonché abusivista edilizio ed usuraio, che gli ha fatto subito riverniciare tutti i portoni e le staccionate di casa e passare la cera sulla sua nutrita collezione di mobili antichi (rubati).
Quando credeva finalmente di aver terminato la rituale gavetta e di poter avere accesso allo scrigno dei segreti delle arti marziali, si è invece sentito rispondere “Bene Guido San, domattina puntuale: dovrai togliere dal tetto l’amianto”.
Non contento, è andato a romper i coglioni ad altri influenti personaggi (quindi dei cialtroni) prendendosi pure quattro schiaffoni da Ken Shiro.
D’altronde, il più famoso proverbio giapponese recita: “Non svegliare Ken che dorme”.
Al momento il kimono lo può indossare solamente nelle operazioni di depilazione.
Ha trovato un pò di pace e sollievo solo da Marrabbio, per cui meglio non fargli sapere che il menu di quella sera fosse composto da carne di Hello Spank, Torakiki e di un loro amico sifilitico.

A causa dei troppi impegni non è più affidabile come un tempo, quando pur di viaggiare faceva lo spallone verso la Svizzera.
Un suo amico che preferisce restare anonimo (anche perché ha perso completamente la memoria) gli ha chiesto un piccolo souvenir (una innocente katana), ricevendo dei banali coltelli Shogun acquistati sei anni fa in una televendita.
Un altro tizio ha semplicemente ordinato di portargli in Italia (vive) la mamma di Oliver Hutton e Kelly di Occhi di Gatto.
Convincere la prima non pareva un’impresa epica – visto che è una troia – ma niente, continuerà a frequentare (cioè a chiavare) tutti quelli che bazzicano intorno alla scuola calcio del figlio.
Sulla seconda (la conturbante sorella maggiore di Occhi di Gatto) la mancata consegna è in parte giustificabile: pur essendo anche lei una bagascia (ottimi gusti gli amici, eh?) ha sempre esercitato sul nostro apolide un certo fascino.
E difatti è rimasta là pure lei.
La terza richiesta stava per essere esaudita, ma un comportamento fantozziano ha mandato tutto a monte.
Cristiano (penso di averlo chiamato così mezza volta) si è schierato alla dogana con un telaio Deltabox in alluminio della Yamaha sulle spalle, oggetto del desiderio di un genialoide che sta girando su una moto dotata solo di ruote e motore.
Per non dare nell’occhio fischiettava un motivo dei Beehive, uno a caso (tanto fanno tutti cagare allo stesso modo) e beveva degli Estathé scaduti.
Incalzato dalle guardie, il nostro Globetrotter ha usato l’italianissima scusa del “A mia insaputa” corroborando la tesi col racconto di un politico del Bel Paese a cui avevano pagato la casa senza che lui lo sapesse.
Con toni poco accomodanti (e con diversi calci nel culo) gli è stato ordinato di tornarci, in quel Paese.
Senza il telaio (pare che le guardie lo abbiano venduto a Marrabbio per la farcitura delle frittelle).

Rientrato in patria (un ossimoro, nel suo caso) il nostro astante sta cercando forsennatamente di incontrare persone a cui raccontare le proprie mirabolanti avventure ma nessuno se lo sta cagando di striscio visto il suo tasso di decadimento radioattivo.
Ha talmente tanta energia (nucleare) in corpo che sta facendo una concorrenza serrata a quelli dell’Uber.
E nel giro di sei mesi del Guido uscirà anche la versione ibrida.

P.s. Articolo di pura fantasia, meglio ricordarlo visto il numero di creduloni presenti in Italia.
P.s.2 Grande Guido!

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