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Caro Babbo Natale

22 Dic

Caro Babbo Natale,

con tutte le balle che ci stanno raccontando sei rimasta la persona più credibile alla quale rivolgersi.
Credo di essermi sempre comportato correttamente (forse perché non ho mai incontrato Maurizio Gasparri) ed ho sempre scritto ciò che pensavo.
Dire la verità è ancora un valore, no?
Sì, stai tranquillo: l’Imu e la Tares le ho pagate.
Qualcuno asserisce che io sappia solo criticare, ma la questione credo vada ribaltata: al momento sono più numerose le questioni da combattere che quelle da elogiare (e quando ci sono, lo faccio ben volentieri).
Poi, ammettilo, cerco sempre la risata.
Infatti scrivo spesso del PD e dei suoi nuovi alleati.

Senza tanti indugi, ecco le mie richieste.
Non ce n’è nessuna a titolo personale, sono tutte per la collettività (mi sento molto il Segretario del Partito dell’Amore).
Cerca di far abrogare la Legge Basaglia, i manicomi vanno riaperti.
Per sveltire la pratica la persona più indicata credo sia il tuo ex compagno di classe Giorgio Napolitano.
Il numero di telefono puoi fartelo dare da Nicola Mancino.
Lo so che con Re Giorgio non corre buon sangue, ma guarda che sull’invasione dell’Ungheria ha cambiato idea.
Va bene, difende ancora Craxi, ha sollevato il conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo che indaga sulla trattativa Stato – Mafia, ha detto che non andrà a testimoniare a quel processo, ha fatto distruggere una sua intercettazione manco fosse un sovrano dell’ancien regime, ha spianato la strada ad un altro indulto mascherato e fra un monito e l’altro sta mostrando una demo sull’imminente presidenzialismo (esatto, proprio come nel Piano di Rinascita Democratica della P2), ma in fondo è il nostro Presidente.
Non il tuo, dici?
Beh se è per quello, neanche il mio.
Ci sarebbe anche la Cancellieri, ma tu di cognome non fai Ligresti.

Veniamo alla seconda.
E’ giusto prendersela con i politici cialtroni, i bigotti, i delinquenti, i gerarchi, i piduisti, i ladri, i satrapi, i guerrafondai, gli speculatori, gli sfruttatori, i mafiosi e i dittatori (spesso le figure coincidono).
Le colpe però andrebbero equamente distribuite con chi permette alle sfavillanti categorie di cui sopra di mantenere la loro condizione di potere.
Ovvero con il popolo.
Cerca di sostituire l’ignavia, il manifreghismo e l’ignoranza che tanti dimostrano con una corpulente dose di onestà intellettuale, orgoglio e capacità di ragionare con la propria testa.
Chiedo miracoli?
Per ultimo, ci piacerebbe tanto tornare a pagare con la vecchia Lira.
Ah, l’argomento Euro è tabù anche su da te?
Andiamo bene…

Veniamo ai buoni propositi.
Ti prometto che avrò più rispetto per gli uomini che si depilano, per i possessori dei Suv, per le ragazze che indossano gli stivali d’estate e persino per gli scooteristi.
No, per quelli che montano l’Akrapovic sul T-Max invece nessuna pietà.
Dato che tutti hanno delle qualità mi sforzerò di cercare quelle di Mario Balotelli, pur sapendo che sarà un lavoro vano.
Se alla radio passasse una canzone di Jovanotti cercherò di non inveire cambiando subito stazione.
Cambierò solo stazione (subito) e mi terrò il bonus da usare contro (in alternativa) a Ornella Vanoni, Giorgia, l’immancabbile Gigi D’Alessio e Tiziano Ferro.
Leggere articoli di giornalisti avversi accresce il proprio background culturale?
Lo faro’, ma su Maurizio Belpietro chiederò il legittimo impedimento.

Ti esorto – prima di affrontare il lungo viaggio – a cambiare l’olio ed i filtri alle renne.
Stai tranquillo, i nostri mezzi d’informazione hanno dato poco risalto l’anno scorso alla notizia di quella renna che ha grippato.
Poi era ancora in garanzia.
Diffida di chi ti vuole aiutare a consegnare i doni.
E’ una scusa per andare alla ricerca delle mamme più disinibite da arruolare nei provini dei film porno.

Un caro saluto ma… cosa ci fai a Singapore con una scheda telefonica anonima davanti alle quotazioni del derby di domenica sera?

Quelli che fanno i pranzi

5 Ott

Cosa si fa di solito la domenica della Fiera di S.Michele?
Si va alla Fiera di S. Michele, normalmente.
Non sempre.
A volte capita di andare a fare una scampagnata a pranzo fra compagni di classe, anche se questa definizione – a 36 anni – è ormai fuori luogo.
Ex (molto ex) compagni di classe e semplicemente amici, molto amici.
Per un piccolo disguido che forse dopo racconteremo non è stato possibile recarsi a Miscoso, probabilmente il miglior ristorante dell’Appennino , anche se assente dalla Guida Michelin (ma presente in quella di Renato il gommista).
Per comodità è stato scelto il ristorante della Casina Rossa in provincia di Lucca.
Via si parte

La formazione
Per non compromettere delle brillanti carriere lavorative ed anche per evitare degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate,  saranno utilizzati alcuni pseudonimi.
1)Nelson Bolognera
Giocatore di poker mancato, attore porno mancato, DJ mancato.
Mancava poco che non fosse invitato al pranzo.
A dire il vero quando si ostinava a fare il cantante qualcosa in comune con il primo Bono l’eveva.
Il microfono.
E’ stata una delle poche persone d’Italia (ma forse dell’Eurasia) a chiedere -con tanto di lettera- la scomunica alla propria Parrocchia.
Da più di 10 anni attende una risposta (il tipico atteggiamento arrogante dei monopoli).
Ed allora è costretto ad un impegno sovrumano per raggiungere il suo scopo.
Non credete al numero di donzelle che dice di aver castigato.
C’è da dividere per 3,14 periodico.
2)Patrick Marone
E’ l’imprenditore spietato, senza scrupoli, che antepone il denaro a tutti gli altri valori.
Il suo sguardo taglia l’aria, quando beve anche il suo fiato.
E’ una figura romanzesca, un peccatore senza limiti.
Si narra che la sera frequenti assiduamente i giardini pubblici e -vestito solo di un impermeabile rubato all’Ispettore Derrick– sia solito denudarsi canticchiando -sulle note della canzone Sotto questo cielo dello spot del Conad- il suo personalissimo jingle “Sotto questa minchia“.
I soliti bene informati raccontano che un cliente -arrivato in ritardo di 1′ e 14 secondi alla chiusura del suo negozio- si sia visto recidere dal Marone 4 falangi di una mano (gli è rimasto il dito medio) con la sega della macelleria.
Per completare l’opera gli sono stati riempiti tutti gli orifizi del corpo con dei pomodorini pachino.
Teribbbile.
3)Karl Aurel Kohrsin
Il Maggio si è impossessato della sua anima, lasciando a noi (purtroppo) solo il corpo.
Con un ex democristiano così (ora folgorato da Maurizio Landini e Pepe Mujica) si potrebbe anche fare un Governo.
Riporto questo stralcio da un sua e-mail (ed io che lo conosco benissimo da oltre 20 anni vi assicuro che è vera):
“…io sono un cattolico praticante e mi attengo a tutti I comandamenti del signor Mosè tranne il 2.do (Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio), il 6.to (Non commettere atti impuri), il 9.no (Non desiderare la moglie del tuo prossimo) e il 10.mo (Non desiderare la casa del tuo prossimo).
Mi pare di avere la sufficienza rispettandone 6 su 10…”
4)Ramuo Gopizzi
Interista, comunista, marxista, insomma nella sua vita il ragazzo ha sofferto parecchio.
Ha patito più di tutti la diffusione dei telefoni cellulari e la conseguente dismissione delle cabine telefoniche (questa è fine ma la capiranno in 4, più o meno il numero dei lettori del Riformista).
Con lui la baracca assurge ad un significato mistico.
Decisamente più terrene invece le sue scoregge.
Se il suo culo fosse sul web, sarebbe il più cliccato della rete.
A Budapest lo ricordano ancora perfettamente (ed era da poco caduto il Muro).
5)Il sottoscritto
Chi ha la (s)fortuna di leggermi conosce ormai le mie patologie, divenute impossibili da curare con la medicina tradizionale, che mettono in crisi le teorie elaborate negli ultimi 200 anni sulla psiche umana.
Per tutti
L’abuso di alcool per le grandi occasioni, poi, accentua le sintomatologie di ognuno.
Perché come disse un tale “Non è bere che fa male, è ri-bere”.

L’organizzazione del pranzo
La definirei molto snella, veloce ed efficace.
Ricorda la manutenzione delle gallerie sulla SS 63.
Sono bastati 3 giorni di e-mail 24 ore non-stop, circa 224 sms, una call conference dalla Casa Bianca a Washington (non è vero, ma fa sempre scena), aver chiesto aiuto a SOS Tata ed infine aver spostato, cancellato,rimandato e poi riconfermato gli impegni personali di ognuno di noi (quindi nessuno).
Data l’estrema efficienza dell’impianto organizzativo se qualcuno avesse bisogno di gestire feste, party, cerimonie ed eventi in genere non esiti a chiamarci.
Sarebbe un’ottima soluzione.
Per tirare degli accidenti.

Il viaggio
Marone – con un gesto che ho veramente apprezzato e che gli rende onore – si è offerto di prendere il mezzo (un’auto americana lunga 3 Panda ed 1 Ciao).
Non credo che abbiano influito sulla sua scelta le minacce di morte e di saccheggio ai locali del negozio che gli sono state amorevolmente rivolte.
A settembre quest’anno c’è stato il sole per 38 giorni consecutivi, difatti domenica 29 pioveva che Dio la mandava.
Oltre al clima le premesse per un viaggio confortevole e rilassante c’erano tutte:80 km di sola andata, 5 persone a bordo, 2.479 curve e 78 tornanti.
Il buon senso ha voluto che al Passo delle Radici si sia spezzato il viaggio, in un bar cult per gli amanti del vintage: lì si respirano ancora gli odori dei primi anni ’80 (forse è da quegli anni che non vengono fatte le pulizie).
Se siete invece degli amanti del vino bianco forse è meglio continuare ad assaporare gli odori di cui sopra, vi daranno più soddisfazione.
Rispetto all’ultima uscita –quando l’autista fu l’irreprensibile e compassato Bolognera – i miglioramenti sono stati evidenti:non abbiamo corso il pericolo di finire fuori strada per l’eccessiva velocità, di vomitare, di scatenare una rissa in mezzo al traffico ed il classico omino che gonfia una gomma allo scooter con un compressore sul ciglio della strada (dite la verità:quanti ne avete incontrati nella vostra vita?) non ha rischiato di essere investito (ma forse sarebbe stato meglio il contrario).

Il pranzo
Come diceva un vecchio proverbio cinese (inventato), “Dopo i trent’anni è meglio non esagerare col cibo” (veramente lo affermava anche un vecchio di Maro, ma di anni ne aveva 79 ed era alcolizzato).
Non che fossimo mai stati dei gran mangiatori (scusate, ma scappa da ridere anche a me…), ma in quest’occasione abbiamo dimostrato di non saper cedere alle lusinghe della cucina e di non trasformare un gioviale ritrovo in un’abbuffata puerile.
La definirei più una spiluccata.
Abbiamo preteso gli antipasti completi, un bis di primi (rosette e pappardelle ai funghi), una tagliata ai funghi di secondo, per contorno patatine fritte e bis di funghi fritti (il nostro fegato ha espressamente richiesto questo trattamento punitivo).
Qualcuno, dall’aldilà, ha provato anche a chiedere dell’insalata (sic).
E’ stato sommerso di insulti (e da percosse).
Se vai in Toscana poi devi bere del toscano, è la regola.
Ma anche del Nebbiolo delle Langhe.
Funziona così.
Uno dirà, ma dopo tutto questo ben di Dio avrete almeno saltato il dolce?
Sticazzi, dolce per tutti.
Le grappe e gli amari non vanno nemmeno menzionati.
Ma bevuti (cosa che abbiamo fatto).
Già a tavola (quindi mancava tutto il viaggio di ritorno) abbiamo sparato una compilation di stronzate da Oscar: tante cazzate concentrate tutte insieme non si ascoltavano dal discorso di Berlusconi (il Pregiudicato) in Via del Plebiscito.
Gli argomenti seri non sono affatto mancati ma erano seguiti dalle più disparate battute per mantenere un’atmosfera spensierata.
La conferma che la serietà può convivere (senza fare a cazzotti) con l’ironia.
Per chi avesse ancora dei dubbi, ridere rimane la cosa più bella in assoluto e per una sana risata di gusto val la pena vivere (cit.)
Storicamente è difficile concludere dei buoni affari coi toschi (che sono una cosa diversa dai toscani).
Alla cassa è andata in scena la battaglia sul prezzo: la proprietaria da una parte (una Signora sulla cinquantina che sembrava avvezza a maneggiare del contante e non solo) e i 5 animali avvinazzati dall’altra.
Una lotta impari:noi in 5 -con la classica mezza ballina addosso che ti dà sicurezza ed intraprendenza- lei da sola che a fatica replicava alla nostra ubriachezza (quasi) molesta.
Inutile dire che abbia vinto lei.
Se non si prende una bella pelatina ogni tanto che gusto c’è…

Il ritorno
Chissà come mai, in un itinerario,  il ritorno sembri sempre più breve dell’andata.
Inoltre è curioso come un semplice tragitto in macchina possa assumere tante sfumature diverse:da un obbligo monotono e frustrante (i pendolari mi capiranno senz’altro) fino ad essere un piacere intrinseco del viaggio.
Accade nei viaggi in (buona) compagnia, nelle zingarate, in tutte le occasioni dove l’emozione ha la meglio sulla ragione.
Nel tornare a casa dalla Garfagnana c’erano in noi due sensazioni dominanti ma in contrasto fra loro:da un lato la convinzione di aver trascorso una giornata intensa ed appagante.
Quello che volevamo insomma.
E quando si raggiunge quest’obiettivo pur con delle aspettative molto alte il morale ringrazia sentitamente.
Ci si accorgeva però di aver già raggiunto il parossismo, di essere quasi giunti al triplice fischio.
E’ sempre in questo frangente –ovvero in un misto di felicità e malinconia-  che si cerca di organizzare una nuova uscita.
Si chiama autodifesa.
Ci si proietta al futuro per convincersi che dei momenti così belli torneranno di nuovo.
E’ vero, torneranno di nuovo.
Qualcuno vocifera che a Sillano stiano già preparando delle costate.
Minimo un chilo l’una.

Cariolini nel tempo

23 Ago

Siamo nel 1985, un litro di benzina costa 1.328 lire, il tormentone estivo è dei Righeira con L’estate sta finendo e l’Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli vince lo scudetto nel primo anno dei sorteggi integrali degli arbitri (coincidenze?).

A Castelnovo Monti il neonato quartiere Peep è un crocevia di sogni,speranze e tante famiglie, i cui bambini faranno nascere di lì a poco alcune storiche compagnie del paese, molte delle quali ancora unite come un tempo.
Ad un certo punto i “grandoni” (fino all’adolescenza due o tre anni di differenza sembrano un eternità) lanciano la moda dei cariolini:dei piccoli carri in legno con le ruote (o meglio, dei cuscinetti), non c’è il volante, si sterza coi piedi.
Le strade del quartiere -alcune asfaltate di fresco, altre ancora no- ne sono letteralmente invase.
Capendo il desiderio, un papà tanto ingegnoso quanto premuroso, decide di costruirne uno al proprio figlio facendo le cose in grande:telaio in ferro saldato, cuscinetti ricoperti di gomma,struttura in legno vitata al telaio, freno a cavo.
Così anche la mamma –di solito è lei la creativa- può stare (relativamente) tranquilla.
Perché è vero che tutti quei bimbi girano sulle strade aperte (oggi sarebbero azzannati dai Vigili urbani), ma il traffico è ancora sostenibile (qualche R5,alcune moderne Fiat Uno ed una Simca rigorosamente verde) ed al netto di qualche sbucciatura il gioco non ha mai procurato dei feriti.
Bellissimo lo scorcio di vedere venti bimbi o più scendere in fila ognuno col proprio cariolino.
Anche perchè non ce n’è uno uguale all’altro.
Un’altro aspetto che si è sedimentato nell’animo di chi quegli anni li ha vissuti è il rumore:continuo,un pò cupo, metallico per tutta la ferraglia che si scaricava sull’asfalto,ricorda in piccolo quello di un treno ed era la colonna sonora che accompagnava l’avventura.
Il rito si conclude con la risalita da valle a monte per una nuova sfida:i più scaltri si aiutano con una corda per amica, tutti gli altri senza,tanto a quell’età la parola fatica è sconosciuta.
Per molto tempo i pomeriggi al Peep si sono trascorsi così.
Questi ragazzini sono (anzi, siamo) stati gli antesignani di una moda che è scoppiata qualche decennio dopo, soprattutto grazie alle gare di Monchio e Migliara:chi le chiama carrettelle, chi semplicemente carretti.
Se però in queste manifestazioni prevale l’aspetto folkloristico o competitivo, nel quartiere l’obiettivo era divertirsi.
E basta.

Sono passati quasi trent’anni ed il nostro cariolino –usato e tenuto sempre con passione– è ancora lì, a conferma del geniale progetto.
Tramandare le usanze riempie di gioia, così ad essere sensibile al suo richiamo è oggi il nipote ma è quasi incredibile il fascino che può emanare un semplice cariolino se è vero che tutti quelli che lo vedono, grandi e piccini, rimangono conquistati da qualcosa che è più di un gioco, è un inno alla semplicità, un piacere senza tempo.
Basta una discesa ed il divertimento è assicurato.

Supermercato delle meraviglie

13 Lug

Febbraio di due anni fa, alle 18,15 in un supermercato nel classico percorso lavoro-spesa-casa.
In coda per pagare, butto lo sguardo nella cassa a fianco.
C’è un tizio con degli occhiali da sole (in inverno il sole a quell’ora è proprio accecante) ed una parrucca a caschetto fucsia (tipo quelle che indossava Luxuria prima di andare in Parlamento) che con nonchalance sta pagando la sua merce.
La cassiera è in evidente imbarazzo e cerca di non fissare questo esteta che invece pare essere decisamente a proprio agio.
La motivazione del suo eccentrico look è da ricercare fra queste:
a)è vittima di uno scherzo,quindi dev’essere un’elettore del Pd;
b)deve espiare delle colpe,allora dev’essere un elettore dell’Udc;
C)sta emulando il suo maestro Giuliano Ferrara nelle prime imitazioni della Boccassini;
(quest’ultima ipotesi è però è poco probabile,l’intelligente direttore de Il Foglio non recita mai senza rossetto).
d)è ancora preso dal periodo carnevalizio, ma ha sbagliato location, era più adatta la redazione di Studio Aperto.
Per lui si potrebbe rielaborare una battuta di Groucho Marx:non fatevi ingannare, quel tipo
che veste come un deficiente e si comporta come un deficiente è proprio un deficiente.
Torno con lo sguardo nella mia fila e davanti a me c’è una tipa sulla cinquantina che purtroppo conosco per questioni di lavoro:ha sempre un’espressione tra l’incazzato e il disgustato perennemente stampata in faccia, un concentrato di maleducazione e cafonaggine, secca come solo gli avidi possono essere.
Avrete capito da soli che il suo tasso di acidità ha un Ph che tende allo zero.
Ha l’aggressività di una Daniela Santanchè ante litteram in un aspetto da Signorina Silvani.
Con queste credenziali va da sé che la Signora (beh, si fa per dire…) sia inquadrata come una “Figa marcia”, la peggiore fra le categorie disponibili.
Fra le mie tante manie persecutorie c’è quella di osservare nel carrello della spesa altrui, un’attività utilissima a capire la personalità della persona.
Regola confermata anche stavolta, l’obbrobrio che sto per raccontarvi poteva uscire solo dal suo carrello:una confezione di formaggio grattugiato.
Il colore ricorda il truciolato dell’Ikea, ma per un dettagliato elenco degli ingredienti (o meglio componenti)sarebbe meglio attendere le analisi effettuate dai Ris di Parma.
A rigor di logica la sostanza con la più bassa percentuale dovrebbe essere proprio il formaggio.
La nostra simpatica amica (all’incirca come Marcello Lippi dopo i Mondiali del 2010) è una salutista convinta:alghe,vitamine,estratti di piante.
Cosa spinga una persona a deglutire del formaggio già grattugiato è un mistero che può risolvere solo Quarto grado.
A vederla credo di aver assunto un’espressione simile alla sua (tranquilli, mi è andata via).
Convinto ormai di essere in una situazione kafkiana mi volto d’istinto, quasi per autodifesa.
E qui vedo invece il personaggio più bello della giornata, agli antipodi rispetto ai due frustrati descritti prima.
E’ un ragazzo di colore e sta attendendo il suo turno con la placidità e l’imperturbabilità tipica dei caraibici.
Non ha il cestino,né la borsina, men che meno il carrello.
Quello che gli serviva lo tiene in mano appoggiato al petto, con l’aria sorniona di chi già pensa al dopo.
Perché il tipo ha solo 3 prodotti:un casco di banane, una confezione di arachidi ed una scatola di preservativi.
Scusa.

Estate dello scorso anno, altro supermercato, solito orario (foriero, a quanto pare, di incontri paranormali).
Sono il secondo in fila al banco della gastronomia, davanti a me una tipa sulla quarantina apparentemente normale (l’abito non fa la Monaca), poi però con un lieve accento milanese chiede
“Avete la mortadella di pollo?” (sic.)
La mortadella di pollo dice, ovvero un ossimoro.
Come una lista elettorale del Pdl senza inquisiti, una notizia al TG5 o la trasparenza allo Ior.
Una delle due commesse nega (con una punta di orgoglio) di possedere una schifezza simile.
L’altra – spinta forse da un senso della verità quasi religioso – ammette che il prodotto è stato in collocamento ma che non ha riscosso un grande successo.
Un modo elegante per dire “Ma che cazzo mi stai chiedendo, povera scema?”
Sarà la prima di tante stoccatine alla stralunata cliente da parte delle due commesse, che in questa gag sono quelle che escono meglio:professionali ma non remissive, ironiche senza essere invadenti.
Assunto la ferale notizia che la succulenta mortadella è ancora in vendita, inizia la tiritera sulla quantità:come tutte le Fdl (Fighe di legno, nda) l’indecisione si mischia a richieste da miseria
“Mah, 3 etti saranno troppi…?”.
Fiutato l’affare, le due propongono alla poveretta di prendersi tutto il trancio ad un prezzo di sconto, non prima di averle ricordato che il suo acquisto avrebbe raddoppiato le vendite del prodotto (il bello è che la cliente non capisce di essere presa per il culo).
Per autoconvincersi dell’acquisto, la buongustaia in salsa trash esclama una frase pronunciata con la stessa enfasi e convinzione che utilizzano i vertici del Pd per giustificare il Governo con Berlusconi.
“E’ anche buona…” (pausa pre-insulto).
Una delle commesse le ricorda che la vera mortadella è un altra cosa e la nostra eroina (una sostanza che potrebbe iniziare ad assumere) ribatte loro -con una cadenza meneghina ancora più marcata ed una risatina inutile come la sua esistenza – “Eh, eh, però è dietetica…”.
La portano via.

Testa di quiz

9 Ott

Se dopo 8 anni di psicoanalisi non sei ancora riuscito a capire che tipo di personalità hai, è il caso di sottoporti a questo breve test.
Si consiglia l’assunzione a stomaco vuoto e, possibilmente, senza aver abusato prima di psicofarmaci.

DOMANDE

1.Qual’è la prima cosa che ti viene in mente alla parola amore?                                                                                              
a)Il battere forte del cuore in modo incontrollato.
b)Essere una cosa sola con la persona amata.
c)80 € in macchina, 200 € in appartamento.

2.Che atteggiamento hai in genere al primo appuntamento?
a)Cerco di farmi conoscere un poco alla volta,per esperienza non voglio forzare troppo la mano subito.
b)Cerco di entrare subito in sintonia con l’altra persona, mi presento subito sicuro di me.
c)Cerco di entrare subito in sintonia con l’altra persona, mi presento subito sicuro di me.E completamente nudo.

3.A cosa pensi quando senti parlare di legalità?
a)Penso che ce ne sia fortemente bisogno visto il livello che abbiamo raggiunto.
b)Penso che il problema sia di natura culturale,occorre insegnarla fin da piccoli a scuola.
c)Sono un consigliere del PDL, già dell’Udeur,Ccd,Udc e Margherita, condannato per finanziamento illecito ai partiti, truffa aggravata ed abigeato, ora indagato per peculato e concussione.Penso che non risponderò a questa domanda.

4.Hai appena vinto 10.000 € al Gratta e Vinci.Come festeggi?
a)Cena con la mia ragazza, poi week end con gli amici.Alla faccia del capo che non mi ha dato un’aumento negli ultimi 5 anni.
b)Cena con la mia ragazza,week end con gli amici più l’ultima versione dell’I-Phone.Alla faccia del mio capo che non mi ha dato un’aumento negli ultimi 5 anni.
c)Sono il tuo capo e mentre tu facevi il coglione con i tuoi amici e smanettavi con l’I-Phone ho scopato la tua ragazza.E ovviamente non  ti darò nessun aumento.

5.Per chi voterai alle prossime elezioni?
a)Sono un elettore del PD e voglio dare l’ultima possibilità alla politica:voterò Renzi.
b)Sono un elettore deluso da tutti i partiti che ho votato.Basta coi professionisti della politica:voterò per Grillo.
c)Sono il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia:voterò (voterei) anch’io per Renzi.

6.Cosa stai facendo per combattere la crisi economica?
a)Sto lavorando molte più ore di prima, per tirare avanti mi sto proprio sbattendo.
b)Il mondo è cambiato, credo che dovremo inventarci qualcosa di nuovo, battere altre strade.
c)Difatti ora batto il marciapiede, faccio la prostituta.

7.Qual’è il luogo che preferisci per fare un’aperitivo?
a)Un locale alla moda, con della gente trendy che cavalca le nuove tendenze.
b)Un locale frequentato da medici,avvocati, professionisti:l’èlite che conta.
c)Sono un cocainomane incallito, vanno bene entrambi i locali dato che frequento assiduamente tutti e due.

8.Sei soddisfatto della tua vita?
a)Assolutamente, ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato.
b)Abbastanza, ho raggiunto in parte i miei obiettivi, ma ho la voglia di migliorarmi.
c)Ma come cazzo vuoi che sia messo visto che mi sono ridotto a fare questo test di merda…

SOLUZIONE

Per prima cosa ruota completamente il video, poi attribuisci 1 punto ad ogni risposta a), 3 punti ad ogni risposta b) e 5 punti ad ogni risposta c).
Se la somma dei punti è compresa tra 8 e 40 puoi continuare a leggere questo blog ma devi avvalerti delle cure di un buon veterinario.

Fermate quella Corsa

17 Ago

Questo è un appello disperato – ai Carabinieri, alle forze di Polizia ed anche al Presidente della Repubblica (lo chiamano continuamente tanti privati cittadini…) – che può capire solo chi percorre la SS 63 da Reggio Emilia in direzione Castelnovo nè Monti verso le 18,00.
Quando cioè il nastro d’asfalto accoglie una Oper Corsa grigia vecchio modello targata BJ268SS.

Non sempre è facile scorgerla, dipende dalla posizione che si ha nella fila (in media arriva a 40 auto ma certe sere si fa meglio).
Chi vi dice che viaggiare in compagnia è piacevole non si riferiva a questa situazione o comunque non lo faceva a delle velocità da ciclomotore (strozzato).
Non siate prevenuti pensando al solito anziano col cappello, qui al volante siede una simpatica signora magrebina.
E’ ancora da chiarire se l’hijab in testa venga indossata per motivi religiosi o per proteggere i capelli dai vortici d’aria nell’abitacolo prodotti dalla folle velocità.
Che si tratti di un asso del volante lo si intuisce dalla posizione di guida: sedile infossato (o forse è solo bassa lei?), busto ricurvo in avanti staccato dallo schienale (la concentrazione deve essere massima nella guida al limite), sguardo vitreo perso nel vuoto (un pilota pensa sempre alla traiettoria della curva successiva).
Lo stile è quanto di meglio si sia visto negli ultimi anni: un mix fra la costanza di rendimento di Alonso (i 40 km/h nel dritto, i 35 km/h in curva, sempre), la cattiveria di Hamilton (è rigorosamente in mezzo alla strada per evitare di essere sorpassata), la freddezza di Schumacher (è refrattaria a qualsiasi stimolo esterno tipo i colpi di clacson, le abbagliate, gli insulti che oltrepassano gli abitacoli, i gesti da camionista che le vengono rivolti).

In queste file chilometriche – tanta è l’incazzatura dei poveri malcapitati – sono stati rilevati dei picchi di radiazioni superiori a quelli di Fukushima.
Una società indipendente di sondaggi (la stessa che ha dato il PD vincitore delle prossime elezioni, dunque molto affidabile) ha certificato – fra gli automobilisti coinvolti – un abuso di psicofarmaci, un aumento delle percosse al coniuge e financo un’impennata di atti di violenza sessuale sui propri animali domestici.
Anche la Chiesa è seriamente preoccupata.
La Conferenza Episcopale Italiana ha purtroppo certificato la nascita – solo negli ultimi 6 mesi – di 436 nuove bestemmie (tutte coperte da brevetto).
I più evoluti hanno iniziato a proferire le loro gratitudini in arabo con il rischio di una crisi diplomatica con il Nord Africa.
Come si evince il problema è serio e spero di aver offerto un quadro preciso affinchè venga risolto in maniera definitiva.

Anche se qualche maligno – i dietrologi sono come il prezzemolo – ha pure insinuato che in realtà l’auto in questione sia un’evoluzione 2.0 del Tutor:un’invenzione machiavellica per indurre l’automobilista a commettere dei reati.
Oh cazzo, forse gli ho dato un’idea davvero…